
DOTTORE È GRAVE
Maggio 16, 2008La foto è sua

Che poi ci mette del tempo a sedarsi.
Pensavo che raramente ho incontrato gente che adopera di continuo riferimenti sessuali…
C’è qualcosa di caustico in questo e credo che l’uomo medio si spaventi.
Poi penso che lo faccio anche io, spesso.
Contemporaneamente alla Tv danno lo spot di Basic Istinct 2 (mai visto, credo sia una chiavica, però mi piaceva il riferimento esterno non voluto.. )
Mai ci pensai, ed è vero.

Non sono particolarmente riservata sulla mia sessualità. E con questo non intendo dire che vado in giro a raccontare con chi scopo (o con chi non scopo, more likely) a chiunque, ma semplicemente non è un argomento tabù per me.
Il fatto bizzarro è che a quanto pare il lato etero provoca problemi solo a me - del mio rapporto con gli uomini parlerò un’altra volta, o magari anche no - mentre il lato omo ha trovato fin’ora riscontri perlomeno bizzarri. Generalizzando, si potrebbe dire che l’annuncio di tali preferenze (!) fa sorgere due tipi di reazioni: quella delle donne che solitamente spalancando gli occhioni declamano, leggermente isteriche: “COSA?? Ma-ma e ma, ma COME FAI??”.
…
Vuoi una spiegazione tecnica, amica mia?
Nel peggiore dei casi mi sono anche sentita dire “MA VIVA IL CAZZO!”.
(per carità, d’accordissimo)
Però poi inspiegabilmente le siddette donzelle mi si siedono un po’ più vicine. mah mah.
Poi c’è la reazione degli uomini, che al contrario di quanto si potrebbe pensare è piuttosto MA CHE SCHIFO. Così, di primo acchito. Poi magari dopo un attimo diventa “ma mi fai vedere?”.
Sarà sempre un po’ un mistero per me, questa tendenza della gente a catalogare sempre e per forza tutto. Musica indie-pop, minimal house, melodic death metal (!), shoegaze, che cazzo vorrà dire? La musica è musica. L’amore è amore. Le etichette mi han dato sempre un certo prurito, e non solo quelle delle magliette.

La foto è sua

C’était la fin du mois de janvier, et comme tous les jours j’étais assis près de ma fenêtre. Le ciel semblait de mauvaise humeur, et inondait la ville entière de ses larmes gelées, en la couvrant d’un froid presque mortel. Dans la brume, on ne distinguait plus la limite entre la ville et le cimitière, les quartiers semblaient habités par des fantômes.
Mon âme, malgré moi, s’accordait à la grisaille du monde, et errait sur les toits humides en laissant mon corps mou et fragile a l’intérieur. Au même moment, mon oeil tomba sur mon chat: comme mon regard, il aurait dû aller se promener dans la rue, mais non: il m’avait quitté pour aller chercher un lit plus chaud que mes jambes pétrifiées.
Les bruits de ma chambre m’envahirent tout à coup, en me réveillant de mon rêve léthargique. La bûche crépitait en rythme syncopé avec ma pendule, et cette musique ne pouvait que me rappeler mon enfance, ma maison blanche, et avec elle mon angoisse d’enfant: Des images, lointaines mais toujours aussi frappantes, douloureuses: ma mére tant aimée usurpée par un homme odieux; non plus jeune et gaie, mais vielle et méchante, une sorcière. Mon amour infini tourné en haine noire, désespérée.
Il ne me restait que les cendres de ce sentiment, toute espérance de féliticé, morte.


Ieri non ho capito bene cos’è successo. Cioè, ho capito tutta la dinamica della cosa, ma non il perché nessuno abbia fatto niente per avvicinare i lembi.
E allora gnente, ti dico gnente. Ringraziamenti ad Ale per essere l’essere più amabile di probabilmente tutta Milano, a Virginia per essere un balsamo per gli occhi, al coinquilino del Bolla per avere la poltrona più comoda del mondo.
e alla prossima.
PS: Questa è, musicalmente parlando (e non solo, forse), il seguito perfetto della canzone di ieri. (cioè di ieri calcolando che oggi, giorno in cui faccio questo PS è domenica.)

Invece di dissanguarmi goccia a goccia giorno dopo giorno, faresti prima a sgozzarmi e farla finita.
Grazie.
