LAJKSDKIJHAOISDHJAOUKHSDKIUAHSDJKAHSDJKHAKJSHD WHY DO I ALWAYS MISS THE NEW AIRING OF EPISODES OF MY FAVOURITES TV SHOWS?!?!?
oh dexter I have missed you SO

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oh dexter I have missed you SO

Mai lasciare una donna sola ed ubriaca ad aspettare prima di uscire per troppo a lungo….

I ricordi poco piacevoli di un periodo poco interessante, e noblesse oblige

Diecimila visite, un anno e mezzo, 124 post, 148 commenti dopo….
Primo post dell’anno, oggi ho preso un freddo bestiale in giro per la pianura padana, al diavolo l’inverno, al diavolo i treni italiani!!!
Ma per fortuna ci sono gli amici, quelli vecchi e quelli nuovi, e anche quelli persi, che insegnano sempre qualcosa.
Byebye 2008, sei stato tutto sommato fico.

Ci sono giorni come oggi in cui odio stare nel mio corpo. Sento un disagio profondo a viverci dentro e non desidererei altro che liberarmene.
Sarà che ho il raffreddore, di nuovo.
Se è vero che il raffreddore si cura con le persone, allora non sto abbastanza con quelle giuste.

Perché a certe domande logiche bisognerebbe trovare una risposta, anche tirata per i capelli, ma che vengano al pettine questi benedetti nodi!

A volte non esserci porta più soddisfazioni personali del contrario. Bizzarro ma vero.
Poi, nevica. Orrore.

In cui mi rendo conto che quando sono malata divento più cinica del solito
Minusio, 25.09.08
Ieri ho passato una deliziosa serata al pronto soccorso in compagnia di un’infermiera gentilissima che mentre mi infilava una siringa tipo sigaro cubano nel braccio mi diceva “Ma come, ti fa male?? Eppure di solito ho il toccooo fataaaatooo!!!”. Non contenta, alla fine al posto del cerotto d’ordinanza mi ha incollato uno di quei nastri adesivi ospedalieri che quando togli levi anche 7 o 8 strati di epidermide.
Tutto ciò perché da domenica mi è iniziata una delle mie maledette otiti, che si è perforata, che poi ha preso anche l’altro orecchio, e ieri sera, due ore dopo aver preso la mia brava Ponstan 500, non mi aveva ancora fatto effetto. Ero a letto vestita, semisdraiata su un mucchio di cuscini e cercavo di concentrarmi su qualcosa, ma continuava a venirmi ossessivamente in mente quella canzone di Morrissey (non so se hai presente, il cantante degli Smiths, dovresti!) “Irish blood, English heart, this I’m made oooof, there is no one on earth I’m afraid oooof…”
E intanto mi faceva sempre più male, quando credevo di aver raggiunto la vetta, ce n’era ancora di peggio, come se avessi una barra di bronzo incandescente attorno alla testa e sentivo il mio cervello going all TWITCH AND DIE! Quindi quando è arrivata mia madre per vedere come stavo – finalmente!- le ho detto: – Non ce la faccio più! – (avrei voluto urlare ma è uscito solo un rauco bisbiglio). Allora siamo partite in macchina verso l’ospedale, io col mio stupido cappello tricoté in testa che non riuscivo a tenere gli occhi aperti e mi sentivo vagamente in un’altra dimensione
Irish blood, English heart, this I’m made of…
arriviamo al pronto soccorso e c’era lì della gente che mi guardava un po’ così O.O e mi veniva un po’ da ridere ma di più mi veniva da morire, quindi ho compilato il formulario che un incaricato (con una camicia con su scritto RAINBOW, che a ripensarci è un po’ sospetta) mi porgeva e sotto Osservazioni ho scritto:
Osservazioni: FA MALE!!!!!!
ridendo un po’ da sola mentre firmavo.
Poi mi sono seduta rannicchiata con la testa fra le mani e parevo un po’ l’Amleto, o forse una di quelle statue greche afflitte e tanto romantiche, ma in realtà mi scappava la pipì ed ero in un limbo di dolore e di non-tempo in cui tutto m’arrivava più o meno indistinto tranne che
Irish blood, English heart, this I’m made of….
e però poi ho il vago ricordo del fatto che ad un certo punto mi sono messa a comporre un pezzo latinoamericano e non era affatto male (ovviamente non ricordo assolutamente nulla di come suonasse). Dopo un po’, non ho concezione di quanto, ci hanno ammesso e sono entrata in uno di quei separé (ma non amorosi) dei medical TV-SHOWS e mi sentivo in HOUSE, e c’era una parte di me che era eccitata, non so bene quale (NON QUELLA, parlo del cervello) dato che tutto era più o meno in stato catalettico. È stato in quel momento che è apparsa lei.
Hai presente i Sackville-Baggins? Ecco, questa ci assomigliava, ma era un po’ più gentile, con occhiali, stessa statura, medico. Un modo di fare stranissimo, totalmente insicuro e come un po’ infantile. Vabbé, ah sì, ah sì, un antibiotico endovena, e la mia collega le ha già dato un Voltaren, giusto? Sì, sì, poi le facciamo anche un prelievo del sangue, tanto per essere sicuri, neh?
Irish blood, English heart-BASTA
Qui entra in scena la cara infermiera di cui ti parlavo all’inizio, che con la sua rude dolcezza ha lasciato un marchio su di me (sono abbastanza fiera del mio junkie-look).
Dopo avermi siringato mezzo litro di antibiotico in corpore, il mio livello di dolore si era abbassato da 10 a, diciamo, 7.3, così ho potuto andarmene a casa a farmi una bella sudata nel mio letto.
E adesso sono qui, non mi fa male, o poco poco, qualche fitta ogni tanto, e ho una calza rossa e una gialla, e ho scritto sei pagine di lettera, quasi.
Dio benedica il Voltaren.

scusa per averti lasciata a metà conversazione… é che per la prima volta stavo nella mia casa con la mia nuova coinquilina che non vedevo da tre mesi e avevamo un paio di cose da dirci…
capisco quello che intendi dire sul fatto che sei stufa di esser presa per buona casta pura eccetera, però guarda che in realtà é una cosa positiva, perché la gente con te non gioca, risvegli la loro parte migliore, e anche se questo porta a delle situazioni di merda come quella che stai vivendo forse ti protegge da cose ben peggiori. e poi sono convinta che così troverai quello che si prende veramente cura di te, non rifiuta le sue responsabilità e con te cresce, uno che possa essere una cosa seria, e non ti faccia perdere tempo in storielle. lo so che dici che a questo punto meglio le storielle, meglio qualche soddisfazione immediata e poche complicazioni, ma guarda che io ti conosco, tu non sei fatta per questo, sei una che si mette tutta in quello che fa, che ama, che va in profondità, non saresti contenta con delle storielle così. non sono solo parole vuote quelle che ti dicono che tu meriti di più, magari lo usan come scusa, però é vero. sto scrivendo di merda perché sono stanca e sembra che stia dicendo delle cose banali, ma il fatto é che tu non sei banale, non lo é la tua vita, e credo che tu meriti davvero uno che SAPPIA. che quando ti vede capisce, capisce te, che non ha paure infantili, che gli importa solo di te, perché sei il centro del suo mondo. e queste non sono cose così lontane, non sono cose che richiedono tempo, conoscersi, vedersi, frequentarsi. può cominciare domani, e fra tre giorni essere partito irrevocabilmente verso una vita che non sapevi di avere. se continuo di questo passo mi faranno scrivere un harmony e io dovrò suicidarmi. però sono sincera, ti voglio bene e vedo questo per te. mi spiace che sia un periodo così per te, sento acutamente il limbo che ti attraversa, e che tu mi creda o meno mi addolora, o come diavolo si dice in modo meno idiota.
buona notte piccola lizzie.
sogna
d.