Archivio per la categoria ‘giornata socialmente impegnativa’

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Moon and Dawn

Agosto 7, 2008

Stamattina quando sono arrivata a casa suonava la sveglia del marito di mia madre che doveva andare a lavorare. È stato surreale.
Poi sono stata 5 minuti alla finestra a guardare la strada e pensare
A lovestruck romeo sings a streetsus serenade
Laying everybody low with me a lovesong that he made
Finds a convenient streetlight steps out of the shade
Says something like you and me babe how about it ?
,
ho chiuso le persiane, c’era una luce grigia.
Mi sono infilata sotto le coperte e mi sono addormentata di colpo.

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Ultimo pensiero lucido della serata

Luglio 15, 2008

Io ultimamente sto bevendo troppo.

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Del tornare a casa alle 5 del mattino

Luglio 1, 2008

mentre infuria il peggior acquazzone degli ultimi due anni.

Dopo aver passato un’ora a dondolare su un’altalena con due delle persone a cui voglio più bene in questo momento.

Dopo che una delle mie persone preferite se n’è uscita con la frase da oscar “ma tu gli orologi li devi buttare via! Gli orologi sono solo una personificazione del padrone, che ti opprime con il suo avanzare, essere senza è essere liberi….”

Dopo che un tizio si è gettato per tre volte giù dal balcone.

Dopo che la gente si è messa a mangiare wurstel alle 2 del mattino.

Dopo tutto ciò scoppia un temporale viola e blu scuro, e la pioggia cade a cortine fittissime.

E allora ti nascondi sotto la chiglia di una nave, ma piove attraverso e quindi ti rifugi sotto il tetto di un ristorante, scoprendo che la tua giacca a vento non è impermeabile e dici “ma sì tra poco passa” e intanto la tua amica ruba una tovaglia da un tavolo per tenersi al caldo e se la porterà poi pure a casa. Allora tutti se ne vanno e tu ti prepari ad affrontare un buon quarto d’ora sotto quello che presumi essere il Diluvio Universale senza nessun tipo di riparo a parte la giacca a vento che non è impermeabile.

Rubi quindi un pezzo di lavagna a un ristorante e la usi per sfaldare il muro d’acqua mentre avanzi, le infradito che pur ne hanno viste di cotte e di crude sono basite di fronte a questa situazione, dopo 100 metri ti penti di non aver rubato l’ombrellone al ristorante, ma ormai è tardi e bisogna andare. Le pozzanghere per strada sono della misura di piccole piscinette per bambini, e quasi quasi potresti andare a casa a nuoto che magari ti bagneresti meno.

Dopo 10 minuti ti fermi sotto un balcone e cerchi di salvaguardare i 500 franchi che hai nel borsellino inflandoti la borsa nella maglietta, e sperando che qualcuno incontri la tua figura grottesca e si spaventi a morte. Abbandoni la lavagna per un telo simil militare rubato in un cantiere, ma che in realtà non si capisce bene se sia davvero impermeabile. Intanto i calzoni hanno assorbito talmente tanto che l’acqua ti arriva alle chiappe e ti chiedi confusamente se forse a Milano potresti  lanciare una nuova moda.

Maledici tutte le stradine che portano a Rivapiana che si sono trasformate in altrettanti rigagnoli che scendono inesorabilmente verso di te, ma più di tutti la salitona verso casa tua che è un vero e proprio Niagara e quasi si dovrebbe guadare per riuscire a passare. Eppure mentre sei lì che tentenni e inciampi, sai che in quel momento sei viva, che stai vivendo davvero e vorresti che in ogni momento si potesse sentire così il mondo. Arrivi finalmente a casa e temi che i tuoi ti abbiano chiuso fuori, pensando che non saresti tornata a dormire, come doveva essere, ma trovi la porta fortunosamente aperta. Ti asciughi alla bell’e meglio. Collassi sul letto.

Ti svegli col raffreddore.

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Del tornare a casa alle 6 del mattino di una domenica

Giugno 29, 2008

dopo essere stati al lago e al fiume per tutta la notte.

6 del mattino, orario in cui l’unica forma di vita umana riscontrabile sono i ciclisti troppo mattinieri.

In cui puoi camminare immersa nel canto degli uccelli e sentire improvvisamente un picchio, e sentirti quasi come Eva, come una specie di madre natura.

In cui perfino le papere e i cigni sono, tutti in fila, ancora addormentati sul molo.

In cui i primi amanti si baciano appassionatamente fuori dai bagni pubblici. Quale sarà la loro storia?

In cui le tele di ragno sono ancora tutte intatte e tirate da una parte all’altra del sentiero, e tu le spezzi una dopo l’altra come fossero i traguardi di una lunga corsa.

In cui i piedi ti portano da soli fino a casa, e per fortuna che ci sono loro a guidarti.

In cui il pensiero è uno solo, e quel pensiero ti scrive una storia bellissima, la migliore storia della buonanotte, o del buonmattino, che ricevevi da molto, molto tempo.

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Estratto

Giugno 27, 2008

stasera in numeri_:

(perdonami gli errori che ci saranno, ma così sono più VERA)
alcoolici 6
di cui 5 superalcoolici
altre sostanze 4
di cui una conosciuta con sicurezza
baci molteplici
di cui seri nessuno
di cui sulla bocca uno
volte in cui ho detto “ti voglio bene”
troppe
vere
1
massaggi alla schiena 1
di cui a fighi 1

sono completamente gelata e ora vado a dormire

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THE AGE OF AQUARIUS BEGINS

Giugno 26, 2008

I

AM

FREE

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Another fine day

Giugno 8, 2008

Oggi in pochi numeri:

9 ore di autobus
1 ora di prova
20 minuti di concerto
5 ore a parlare di tette
1 standing ovation

Risultato: esaurimento.

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“ahahah ma cristiano ha un pomo d’adamo ENORME”

Giugno 7, 2008

I termini di ricerca di oggi:

maewe sesso 1
maewe tette 1
i tabù sessuali degli uomini etero 1
profumi fragoline di bosco 1

……. ho riso per mezz’ora.

Stasera sono stata all’Arena a vedere la partita (abbiamo perso).
In onore della culturalissima manifestazione degli Euro08, infatti, Locarno in collaborazione con la evidentemente in crisi UBS ha creato una vera e propria tribuna da simil stadio con tanto di schermo gigante per vedere le partite in piazza. C’era un bell’ambiente, con bandiere, gente che urlava e che baciava forsennatamente collanine d’oro con croce annessa, altri che si sberlottavano con aria sconsolata.
Insomma, e poi dicono che gli svizzeri non sono tifosi.

(PS: il titolo è una quotation di una mia amica, che si riferiva a cristiano ronaldo. Noi ogni due anni diventiamo superfan espertissime di calcio, eh.)

Estratto di conversazione:
Gatta d’ambra [-19] scrive (21:10):
PERÒ CHE MINCHIA DOV’E CANNAVARO
Allu scrive (21:10):
è ROTTO
non mi ascolti
!
Gatta d’ambra [-19] scrive (21:10):
MA RIPARATELO
DOVE VAI SENZA CANNAVARO
Allu scrive (21:10):
eh
Gatta d’ambra [-19] scrive (21:10):
che palle così vincono i francesi
e poi non si fa festa
pd

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Dolce Vita

Maggio 30, 2008

Domani c’è il primo esame (italiano) e io ho appena ballato per un’ora fino a sfinirmi.
Che caldo.
Oggi giornata interessante: è venuto un uragano ad un certo punto mentre eravamo ad economia, pioveva come non avevo (quasi) mai visto. L’unica è stata probabilmente quella volta che tornavo a piedi dal festival del film e non avevo l’ombrello. Ho ancora foto (di me) a monito di quell’esperienza.
Poi sono andata a mangiare un gelato con tre miei compagni: una spagnola folle, una musulmana (con tanto di velo) e un ragazzo serbo che mi ha scritto ieri il suo numero SUL BRACCIO. Faceva piuttosto freddo, quindi lui è andato a casa e ci ha preso una giacca a testa. Ci navigavamo dentro, persino IO che proprio minuta non sono. È stato… interessante indossare di nuovo una giacca da uomo, dopo tanti anni.
Il gelato per finire è diventato doppio e stavamo per esplodere tutti, però è stato divertente tra discorsi sul matrimonio, sulla fornicazione e sulla fellatio (di nuovo) (tra l’altro ho trovato forse l’unico uomo al mondo a cui non piace o.O), sull’autostop, su Dio, eccetera eccetera.

Poi casa e un messaggio particolarmente piacevole da lui,
poi una chiamata particolarmente inaspettata da un folle milanese
e la serata non è ancora finita, mi aspetto ormai di tutto.

Resta un’immensa voglia di finire finalmente ’sto liceo; una frustrazione per il fatto che una mia amica è a Torino dal 3 al 5 e io ho un esame di francese il 4, e per il fatto che c’è il gay pride a roma il 7 e io ho un esame di matematica proprio quel giorno… [inserisci bestemmia preferita qui]

(Tra l’altro, RIP John Locke, RIP Jinn
Sawyer è il mio big damn hero
e Lost mi uccide per sempre con le sue storie d’amore epiche.)

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Accade (trenta secondi fa)

Maggio 19, 2008

Accompagnando mia sorella a scuola, ci raggiungono due bambine; una più grande (BG) e una piccola (bp). Entrambe mi guardano con due occhi tanto O.O

bp: MA CHE CARINA! Hai tagliato i capelli?
io: … sì, ma già da un po’…
BG: Com’è che ti chiami?
io: Alice.
BG (parlando velocissimo): DAVVERO? Sai che una mia compagna anche lei si chiamava Alice e però adesso non viene più a scuola qui è andata in un’altra scuola perché dove abitava c’era la terra per strada e allora sua mamma cioè lei si sporcava sempre le scarpe e sua mamma mica voleva comprarle le scarpe nuove ogni settimana e allora l’hanno fatta andare a un’altra scuola!
io: Incredibile!
BG: Neh davvero!
bp: Ma non potevano fare una strada strada dove viveva?

ecc.

Ma perché, per un’asociale come me, le relazioni con le persone non possono essere sempre così facili?