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AEPISTOLA n° 1

settembre 25, 2008

In cui mi rendo conto che quando sono malata divento più cinica del solito

Minusio, 25.09.08

Ieri ho passato una deliziosa serata al pronto soccorso in compagnia di un’infermiera gentilissima che mentre mi infilava una siringa tipo sigaro cubano nel braccio mi diceva “Ma come, ti fa male?? Eppure di solito ho il toccooo fataaaatooo!!!”. Non contenta, alla fine al posto del cerotto d’ordinanza mi ha incollato uno di quei nastri adesivi ospedalieri che quando togli levi anche 7 o 8 strati di epidermide.
Tutto ciò perché da domenica mi è iniziata una delle mie maledette otiti, che si è perforata, che poi ha preso anche l’altro orecchio, e ieri sera, due ore dopo aver preso la mia brava Ponstan 500, non mi aveva ancora fatto effetto. Ero a letto vestita, semisdraiata su un mucchio di cuscini e cercavo di concentrarmi su qualcosa, ma continuava a venirmi ossessivamente in mente quella canzone di Morrissey (non so se hai presente, il cantante degli Smiths, dovresti!) “Irish blood, English heart, this I’m made oooof, there is no one on earth I’m afraid oooof…”
E intanto mi faceva sempre più male, quando credevo di aver raggiunto la vetta, ce n’era ancora di peggio, come se avessi una barra di bronzo incandescente attorno alla testa e sentivo il mio cervello going all TWITCH AND DIE! Quindi quando è arrivata mia madre per vedere come stavo – finalmente!- le ho detto: – Non ce la faccio più! – (avrei voluto urlare ma è uscito solo un rauco bisbiglio). Allora siamo partite in macchina verso l’ospedale, io col mio stupido cappello tricoté in testa che non riuscivo a tenere gli occhi aperti e mi sentivo vagamente in un’altra dimensione
Irish blood, English heart, this I’m made of…
arriviamo al pronto soccorso e c’era lì della gente che mi guardava un po’ così O.O e mi veniva un po’ da ridere ma di più mi veniva da morire, quindi ho compilato il formulario che un incaricato (con una camicia con su scritto RAINBOW, che a ripensarci è un po’ sospetta) mi porgeva e sotto Osservazioni ho scritto:
Osservazioni: FA MALE!!!!!!
ridendo un po’ da sola mentre firmavo.
Poi mi sono seduta rannicchiata con la testa fra le mani e parevo un po’ l’Amleto, o forse una di quelle statue greche afflitte e tanto romantiche, ma in realtà mi scappava la pipì ed ero in un limbo di dolore e di non-tempo in cui tutto m’arrivava più o meno indistinto tranne che
Irish blood, English heart, this I’m made of….
e però poi ho il vago ricordo del fatto che ad un certo punto mi sono messa a comporre un pezzo latinoamericano e non era affatto male (ovviamente non ricordo assolutamente nulla di come suonasse). Dopo un po’, non ho concezione di quanto, ci hanno ammesso e sono entrata in uno di quei separé (ma non amorosi) dei medical TV-SHOWS e mi sentivo in HOUSE, e c’era una parte di me che era eccitata, non so bene quale (NON QUELLA, parlo del cervello) dato che tutto era più o meno in stato catalettico. È stato in quel momento che è apparsa lei.
Hai presente i Sackville-Baggins? Ecco, questa ci assomigliava, ma era un po’ più gentile, con occhiali, stessa statura, medico. Un modo di fare stranissimo, totalmente insicuro e come un po’ infantile. Vabbé, ah sì, ah sì, un antibiotico endovena, e la mia collega le ha già dato un Voltaren, giusto? Sì, sì, poi le facciamo anche un prelievo del sangue, tanto per essere sicuri, neh?
Irish blood, English heart-BASTA
Qui entra in scena la cara infermiera di cui ti parlavo all’inizio, che con la sua rude dolcezza ha lasciato un marchio su di me (sono abbastanza fiera del mio junkie-look).
Dopo avermi siringato mezzo litro di antibiotico in corpore, il mio livello di dolore si era abbassato da 10 a, diciamo, 7.3, così ho potuto andarmene a casa a farmi una bella sudata nel mio letto.
E adesso sono qui, non mi fa male, o poco poco, qualche fitta ogni tanto, e ho una calza rossa e una gialla, e ho scritto sei pagine di lettera, quasi.

Dio benedica il Voltaren.

3 commenti

  1. come direbbe mia nonna ” pora la me picina!”.
    mi spiace che tu abbia affrontato il PS dall’altra parte della porta di vetro.
    è davvero odioso.
    sono lenti.
    e scazzati.

    dalla mia parte,forse è ancora peggio. non saprei…

    e cmq: Dio benedica un sacco di medicine… il voltaren, l’aulin e anche il prozac.


  2. noo, ma in realtà il tutto è andato abbastanza celermente, però quando stai male non fanno mai abbastanza in fretta🙂

    ma tu sei INFERMIERA?


  3. irish blood english heart…io mi avrei bestemmiato altro che canzoni



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