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I sogni internazionali

settembre 25, 2008

(…) C’era una crepa, sul muro vicino alla mia branda: io stringevo l’occhio e guardavo il fieno ed il grano; giorno e notte, notte e giorno col naso incollato al muro. Poi ho deciso di entrarci, dalla crepa, perché bisogna capire nella vita. E allora, una volta di là, a parte il sangue al naso, ho visto che i sassi crescono spontaneamente; ho visto che quando piove, piove dentro le persone; e ci sono poche cose, ma molto ben fatte, e tutti si fissano a guardarle. Anche le parole sono poche e si ripetono sempre le stesse. I colori sono diversi e cambiano forma, e soprattutto ronzano molte mosche, ah! se ne ronzano di mosche, ne ronzano un bel po’ di mosche. Però mi creda, Valeriana era pur sempre bella. Era bella come un fiore. Io e Valeriana facevamo i sogni più belli del mondo, al mattino, al pomeriggio, di sera. I nostri erano sogni internazionali, i più belli.

Epifanio Gilardi (Antonio Albanese)

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