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novembre 23, 2008

ma che cazzo di schifo fa questo vino………

voglio qualcosa di più buono sulla mia lingua, che guarisca le mie papille gustative che URLANO AAAH AIUTATECI STIAMO MORENDO SOTTO L’INFLUSSO DI VINO BIANCO DA TRE FRANCHI, AIUTO AIUTOOOO

qualcosa di dolce e sano qualcosa di
morbido
mordibo e scivoloso
per esempio una fragola in questo momento sarebbe
sarebbe
succosa dolce e perfetta
cioè come tutte le cose perfette dovrebbero essere
dolci e succose
e in realtà niente nella mia vita è così. o forse lo è stato una volta, ma non era particolarmente dolce, però era bello lo stesso.
certo se fosse dolce E succoso allo stesso momento allora sarebbe perfetto davvero, so con chi forse potrebbe essere così. sono davvero curiosa, davvero davvero davvero di scoprire se sia davvero così. forse non si saprà mai.
je ne sais pas quoi faire de mon putain d’charactère–
forse mai forse presto, nonostante quello che il sorriso della chantal possa dire a cena mentre racconto i cazzi miei, sempre troppo, sempre invadente nel buttare la mia carne addosso alla gente che si prende le bistecche e gli entrêcoté della mia vita in faccia, accettando, sorridendo, chiedendo ancora. perché la gente non mi manda a cagare una buona volta? perché ci stanno sempre a questo gioco del cazzo, in cui io sono sempre l’approfittatrice della buona volontà della gente di cui non vorrei approfittare?
perché poi quando invece non ricopro il ruolo di aggressione e mi lascio andare, quando mi apro all’ingoto, perché allora la prendo sempre su per il canale rettale, e per giunta senza lubrificante di sorta, che possa essere durex o senza acqua o tollerante al lattosio che sia. perché, lubrificante esente da petrolio, tu non salvi il mio deretano? non dico quelle volte in cui me la vado a cercare, che sono, lo ammetto, la maggior parte, ma almeno quelle volte in cui. in cui non è colpa mia. in cui vorrei ma non posso. in cui vorrei ma non vuole, in cui vorrebbe ma non può, in cui vorrebbe ma non sa, in cui potrebbe ma non vuole.
e poi ci sono le volte in cui il bicchiere è vuoto e quelle sono le più tristi di tutte.
e vorrei finire come mickey rourke. no. come
jim morrison, eterna invincibile non mi si può uccidere in nessun caso (ovvero sono immortale).
le parole non mi vengono finché non è il momento di usarle
e mi torna in mente un divano
minuscolo
e a new pair of jaws
e la meraviglia del trovare
il bar sotto il mare


lì dove
non avrebbe dovuto essere, non avrebbe dovuto for the sake of my sanity, mental sanity that is. certe cose in italiano non mi vengono proprio. certe cose non mi vengono e basta. poi a volte non vengo io, ma questo è normale.
è bello quando ti prepari alcoolicamente per affrontare una certa cosa o discorso con la giusta disinvoltura e/o menefreghismo, scioltezza, stronzaggine, pensiero leggiero e poi la tal cosa o discorso spariscono prima che tu abbia l’occasione di farne un’introduzione degna (per esempio 100 pagine di sinossi)

mi manca il fatto di non dover pensare per 8 ore al giorno. ho troppo tempo per pensare. quel tempo e quel pensiero vengono trasformati in seghe mentali, com’è giusto che sia. e invece sarebbe meglio di no. non mentali, per favore non mentali.

per fortuna ci sono i the doors che mi salvano sempre
questo andrà
ma che cazzo dico, i doors mi salvano sempre, se non li conosco neanche, ho 4 brani in croce sull’ipod. chissà perché si dice “in croce” per dire “poco”. quel che jesus ha fatto nella sua vita non lo considererei poco, o quello che hanno fatto i molti che vengono nominati come jesus. come gesù, che brutta che è la dicitura italiana, proprio graficamente parlando, non la si puô guardare e possibilmente nemmeno sentire.

dicevo, jesu se mai è esistito avrebbe in ogni caso approvato questo post. forse no. probabilmente no. sicuramente no, ok.

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voglio un maglietta, voglio tante magliette, voglio andare a milano, voglio un airdale terrier, voglio tante cose. chissà se domani mia madre torna a casa con un cane nuovo. marchio 3 anni come lo chiamiamo.
lo chiamiamo levi. levi mi piace. voglio un nome ebraico per sto cane, SAFRAN. safran. safran come johnatan safran foer. un nome letterario, ancora, com’è giusto, come aristotele ares calipso. i gatti col nome dato da me sono i migliori, peccato muoiano sempre male. o vengano uccisi, diciamo. ares tu tieni duro.

questo post va pubblicato immediatamente prima che io diventi sobria.

3 commenti

  1. Dio possa benedire a lungo i tuoi stati di alterazione mentale


  2. Beh, Dio non so.


  3. Se non sarà Dio sarà Buddha, o giù di lì.



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